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DA QUESTA SERA “IL GIOCO DELLE LENTI. CASIMIRO PICCOLO”


Verrà inaugurata oggi, alle ore 19, nella casa-museo di Villa Piccolo, “Il gioco delle lenti. Casimiro Piccolo”. Un viaggio alla scoperta della vita, dell’arte e il mondo di uno straordinario personaggio.

Casimiro il pittore, il fotografo, il mago vi guiderà nella sua casa, nel suo mondo onirico e nel bosco della Villa di famiglia, ma anche nei volti e nelle azioni di una Sicilia profonda ormai scomparsa.

Curatore scientifico è Salvatore Savoia; curatore del progetto espositivo è Antonio Di Lorenzo.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e inserita nel ciclo “Le porte del Sacro/Identità in cammino”, rassegna ideata dal giornalista Alberto Samonà nell’ambito del “Circuito del Mito”, la manifestazione promossa dall’assessorato regionale al Turismo Sport e Spettacolo, diretta da Salvatore Presti.


All’inaugurazione saranno presenti, fra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Daniele Tranchida, il presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, Carmelo Romeo, il curatore scientifico della mostra Salvatore Savoia, il curatore del progetto espositivo Antonio Di Lorenzo e l’ideatore del ciclo “Le Porte del Sacro”, Alberto Samonà. L’ingresso è libero.

Inoltre sempre questa sera e sabato dalle ore 21, è in programma Le notti di Casimiro.
Un progetto teatrale della Compagnia La casa dei Santi, che vede al centro della narrazione il personaggio Casimiro Piccolo, su testi di Alberto Samonà. Con Giovanni Calcagno, Alessandra Pescetta, Elisabetta Gambarin, Salvatore Ragusa e Dino Costa.

Non si tratta di uno spettacolo, ma il pubblico sarà accompagnato lungo un percorso fatto di animazioni/azioni teatrali, ispirate a Casimiro e alla sua vicenda personale. In un susseguirsi di azioni e movimenti, il barone di Calanovella viene sottolineato attraverso frammenti della sua vita, visioni senza tempo e suggestioni simboliche. Le stesse al centro degli acquerelli “magici” che egli dipinse e che sono tuttora custoditi a Villa Piccolo.

La Villa, in particolare, diventa dunque spazio scenico totale, nel quale l’elemento logistico assume un carattere dominante nella narrazione e nello svolgimento dell’azione stessa.

In scena il gruppo di attori condurrà i visitatori attraverso le suggestioni della parola e dell’immagine, in un viaggio iniziatico che oltrepassa il tempo e incontra una dimensione esoterica in cui il reale e il sogno sono specchio l’uno dell’altro, laddove l’occhio della lente dell’osservatore penetra protagonisti e luoghi in un presente eterno, che è la Villa stessa: ortus conclusus, giardino sacro, inscindibile dai personaggi che l’hanno vissuta e l’hanno consegnata a noi.


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