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ACQUE PULITE 2 – LA POLIZIA METTE I SIGILLI AD UN’AUTOBOTTE DEL COMUNE ORLANDINO – SEQUESTRATE 6 VASCHE – LE FOTO


La vicenda legata al depuratore di Capo d’Orlando sembra complicarsi. Due giorni fa i sigilli al deposito dei fanghi “freschi” e questa mattina 6 vasche in eternit della capienza di circa 200 lt ciascuna.

Inoltre, mentre gli agenti del commissariato orlandino stavano per effettuare nuovi prelievi, hanno notato un’autobotte di proprietà del Comune di Capo d’Orlando, utilizzata per la raccolta ed il trasporto di liquami derivanti dai pozzi neri privati, accingersi a riversare il contenuto della cisterna all’interno dell’impianto di depurazione. Poiché il Comune orlandino non dispone di specifica autorizzazione per la raccolta, trasporto e deposito dei liquami provenienti dai pozzi neri, gli agenti hanno provveduto a sequestrare l’autobotte e contestualmente hanno denunziato in stato di libertà l’autista del mezzo (nelle foto di seguito).

Dunque questa mattina gli agenti del Commissariato di Capo d’Orlando, con l’ausilio di personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Messina (ARPA), hanno effettuato ulteriori campionamenti delle acque in entrata ed in uscita dall’impianto di depurazione del Comune di Capo d’Orlando, che verranno analizzati domani al fine di valutarne il grado d’inquinamento.

Sempre nel corso degli accertamenti fatti stamane su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  sono state sequestrate all’interno dell’impianto 6 vasche in eternit, della capienza di circa 200 lt ciascuna (foto sotto).

Soltanto due giorni fa era stato posto sotto sequestro, sempre dagli agenti del commissariato di polizia orlandino, guidati dal dirigente Giuliano Bruno, il deposito di fanghi “freschi”. (foto di seguito)

L’indagine sembra sia cominciata a seguito di numerose segnalazioni giunte al commissariato orlandino sulla continua fuoriuscita di liquami che si riversavano in mare da parte di alcuni cittadini. Il controllo del deposito dei fanghi all’interno del depuratore è lo specchio del suo reale funzionamento.

Se i fanghi sono freschi significa che tutto procede come previsto, ma non è possibile mantenere cumuli di fanghi “vecchi”. Come è ben visibile dalle foto sopra, in alcuni casi anche la vegetazione (compresi invitanti fiori di zucca) ha piantato le proprie radici su un deposito di fanghi che sembra ormai datato.

Si attendono i risultati degli esami che dovrebbero giungere entro domani mattina. Se i campioni dovessero risultare non conformi allora è molto probabile che si procederà come già successo nell’operazione “Acque Pulite” che ha riguardato il depuratore di Piraino ed il primo cittadino, all’epoca dei fatti, Giancarlo Campisi.

 

 

 

 

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