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SI DIMETTE LOMBARDO – TRA NOMINE DI PERSONE ARRESTATE E INEFFICIENZA POLITICA


Un altro Presidente della Regione che deve mollare l’incarico prima della sua naturale scadenza. Ormai, da siciliani rassegnati, ci stiamo facendo l’abitudine. Ma al peggio sembra non esserci mai fine.

Ieri sera Raffaele Lombardo ha rassegnato le proprie dimissioni nel corso di una conferenza stampa dove ha parlato per circa mezz’ora tentando di dare le proprie motivazioni. Dopo l’inchiesta scattata nel marzo del 2010 nei suoi confronti non si è sentito più libero di agire, ha dichiarato. “Ma nel mio passo indietro c’è anche una ragione politica: l’anticipazione delle elezioni potrà consentire un voto libero dai tavoli dei partiti nazionali. Se lascio tutto, la presidenza della Regione, le cariche politiche, lo faccio con serenità“.  Ci chiediamo se si tratta della stessa motivazione politica che lo ha spinto in quattro anni a cambiare maggioranza con rimpasti e “inciuci” che hanno fatto parecchio discutere.

Ma si sa, la Sicilia è spesso terreno di sperimentazioni per la politica nazionale ed ecco che tutto viene accettato, nonostante le proteste. Ma saranno anche state le stesse motivazioni politiche che hanno portato Lombardo a una serie di nomine incredibili nelle ultime 48 ore di mandato prima delle dimissioni ? Pazzesca la vicenda riguardante la nomina di un commercialista, Eugenio Trafficante, alla presidenza della Sicilia e-servizi, senza sapere che però quest’ultimo attualmente è in carcere. Era stato arrestato qualche giorno prima per stalking.

Le ultime nomine effettuate dal solerte Governatore, probabili promesse che dovevano comunque essere rispettate prima di chiudere il sipario, sono state bloccate dall’Assemblea Regionale e tra queste anche quella di Franco Ingrillì a capo del Parco dei Nebrodi.

Si chiude, dopo Cuffaro, un altro capitolo poco gratificante della politica regionale siciliana. I finanziamenti mancati a Giampilieri, Spadafora, Barcellona, Caronia e San Fratello a discapito di “tragedie di serie A” che hanno ricevuto milioni di euro a pioggia nel settentrione, la dice lunga sul peso politico che Raffaele Lombardo ha fatto sentire a livello nazionale, proprio lui che Berlusconi aveva nominato commissario straordinario dei distastri che hanno colpito la nostra provincia.

Difficilmente se ne sentirà la mancanza di Raffaele Lombardo. Adesso sotto a chi tocca con la speranza, dettata da una consapevole rassegnazione tipicamente siciliana, che il prossimo 29 ottobre vinca qualcuno che, almeno, concluda il suo mandato e rispetti principalmente noi siciliani.

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