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LA STATALE 117 “SANTO STEFANO-GELA”, CRONACA DI UNA VERGOGNA


La “Santo Stefano di Camastra-Gela” una delle opere ritenute strategiche per l’assetto viario dell’isola, lavori già finanziati ma mai portati a termine: si tratta della più grande somma a disposizione stanziata nella provincia di Messina per lavori di edilizia pubblica, lasciata inutilizzata.

Di questo si è discusso nel corso della conferenza tenutasi a Palazzo Trabia, alla quale hanno preso parte Biagio Oriti, segretario provinciale FILLEA CGIL, Franco Tarantino, segretario regionale,  il segretario provinciale CGIL Lillo Oceano ed il segretario della FILLEA di Enna Alfredo Schifirò.

Nel corso della stessa è stato illustrato, attraverso un reportage fotografico, lo stato dei lavori di ammodernamento della strada statale 117 “S.Stefano-Gela” e quello che è venuto fuori è stata l’immagine di un incredibile degrado: gallerie e bretelle realizzate e mai collegate o avviate; cantieri interrotti a metà con lavoratori e strutture che, fermi da anni, iniziano a cedere sotto gli effetti delle intemperie; ferri arrugginiti; muraglioni di contenimento crollati; opere scollegate da qualunque segmento viario che vanno a decorare tristemente il paesaggio circostante.

Lavori questi, iniziati negli ormai lontani anni 70 e a distanza di più di 40 anni la situazione non è cambiata di molto. Nel 2009 furono appaltati, alla ditte Bruno Teodoro Costruzioni, alla Sacaim spa e a Fondazione Speciale, tre lotti per 180 milioni di euro. Già nel 2011 la Saicam viene messa in liquidazione per insolvenza e passa sotto un’amministrazione straordinaria, fu in quella circostanza che i lavori, completati soltanto per una minima percentuale, vennero bloccati.

La triste realtà, mostrata agli intervenuti attraverso le immagini che immortalano la decadente situazione, viene ulteriormente aggravata se si pensa alle somme che sono state stanziate per questi lavori.  693 milioni per i lotti C1, C2 e C3, con le procedure di esproprio avviate ad aprile dello scorso anno ma ancora bloccate; 88 milioni per i lotti B5 e per il tratto compreso tra il Km 38.700 e42.600 incorrispondenza dello svincolo con la SS120; ben 180 milioni per il lotti B2, B4a, B4b; il caso più grave e toccante senza dubbio quello del lotto B2 con la Saicam vincitrice di gara ma sotto amministrazione controllata e soprattutto, nota dolente, con i 50 lavoratori messi in mobilità.

In una Sicilia intensamente provata dalla generale crisi economica, dove la mancanza di occupazione è più forte che nel resto della penisola italiana, sprecare occasioni simili, che possono senza dubbio offrire lavoro a tante gente è qualcosa di inammissibile. Ed è quello che ha evidenziato il segretario provinciale della FILEA, Biagio Oriti. Nella Sicilia della disoccupazione, afferma, questa situazione è alquanto ingiusta; per lo sviluppo del nostro territorio e per promuovere l’occupazione – continua Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina- è fondamentale migliorare la mobilità di gente e merci, sia attraverso la modernizzazione che attraverso la messa in sicurezza delle principali arterie di collegamento.

È tutto questo quello che hanno generato le cattive organizzazioni delle istituzioni che regolamentano il nostro paese, fatto di interminabili e a volte inutili iter burocratici, amministrazioni che vivono e governano nel totale disinteresse per quello che è il bene comune, ma le responsabilità vanno anche rintracciate nella noncuranza dell’Anas nazionale che probabilmente avrebbe potuto gestire diversamente questa farraginosa questione.

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