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LA COMUNITA’ EUROPEA CONDANNA 57 COMUNI SICILIANI TRA CUI CAPO D’ORLANDO

Ieri mattina, 21 luglio, in una conferenza stampa a Palermo, Goletta Verde, ha presentato i risultati di un’indagine, condotta da un’equipe di biologi di Legambiente, sui litorali fortemente inquinati della Sicilia. Sono cinquantasette, i comuni siciliani, che sono stati condannati dalla Corte di giustizia europea per il mancato adeguamento alla direttiva comunitaria sulla depurazione delle acque reflue e litorali fortemente inquinati.

Alcuni tra i comuni citati quello di Vergine Maria, a Palermo, o la foce del Fiume Alcantara in località San Marco a Calatabiano. Tra questi anche Capo d’Orlando, anzi il Lungomare Ligabue.  Sono ormai mesi che sulla spiaggia all’altezza di via Gambitta Conforto fuoriescono liquami nauseabondi, e, per altrettanti mesi, il problema non è stato risolto, ma si è soltanto meramente tamponato il guasto. Numerosi i nostri reportage fotografici che mostrano lo stato in cui versa quel tratto di spiaggia, molto frequentato e ricco di attività commerciali.

Legambiente, ha anche assegnato tre bandiere nere alle società Isab di Priolo, Caltaqua (che gestisce il servizio idrico di Caltanissetta, per il depuratore di Gela) e alla SAI8 per la gestione del depuratore di Siracusa.
“La fotografia scattata da Goletta Verde non può che confermare le nostre preoccupazioni sulla situazione depurativa regionale, che ha ormai assunto la rilevanza di un’emergenza nazionale – ha detto il direttore di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna – “Due delle tre bandiere nere che abbiamo assegnato sono dirette a chi ha gestito in maniera a dir poco scandalosa gli impianti di depurazione di Siracusa e di Gela. A Siracusa, la bandiera nera va a SAI8 per il malfunzionamento dell’impianto di depurazione, che al momento è sotto sequestro. La bandiera nera alla Caltaqua per la gestione indegna del depuratore di Macchitella, che sversava sistematicamente, in orari notturni, circa 180 mila litri al giorno di reflui non adeguatamente depurati. La terza bandiera nera all’oleodotto Isab di Priolo che ha prodotto lo sversamento nel fiume di circa 400 mila litri di pericolosi idrocarburi: uno dei più rilevanti inquinamenti degli ultimi anni nel nostro Paese”.

 

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