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UN AIUTO CONCRETO PER IL MALAWY, INTERVISTA AL DOTT.MARCAZZO’


Questa sera, alle ore 21, in Piazza Matteotti a Capo d’Orlando, si terrà il concerto a scopo benefico dell’Alleluya Band del Malawi. La band africana, da anni attiva sul territorio nazionale con i suoi tour, quest’anno è partita da Bergamo ed, attraversando l’Italia, è giunta per la prima volta in Sicilia, e questa sera si esibirà a Capo d’Orlando.Un gruppo di dieci ragazzi e tre ragazze che girano il mondo, per raccogliere fondi in favore del Malawi, cantando canzoni che parlano d’amore, di hiv-aids, di corruzione, di fede e di magia. Ad organizzare il tuor dell’Alleluya Band, “Orizzonte Malawy Onlus”, un’associazione no profit, d’istanza in Malawy che sostiene numerosi progetti volti a migliorare la qualità di vità di questa popolazione. Il tour ha, dunque, sia scopo artistico sia  sociale, ossia, mira a far conoscere  attraverso canti e balli tradizionali la  cultura del Malawi nelle piazze delle città italiane, ma, contemporaneamente, manda avanti una raccolta fondi per ampliare le strutture scolastiche e sostenere l’attività degli insegnanti al fine di poter ospitare un numero sempre maggiore di studenti. Un’iniziativa benefica volta ad  incoraggiare così ragazzi e ragazze a continuare la loro formazione scolastica e a  costruire un futuro migliore per loro e per il Malawi.

A far da tramite tra l’Alleluya Band e l’Amministrazione Comunale, un medico orlandino, naturalizzato in Veneto, il Dott.Luciano Marcazzò, che da anni collabora attivamente con “Orizzonte Malawy Onlus”.

“Sono un medico, un medico pediatra, che ad un certo punto, a differenza di tanti miei colleghi che vogliono rimanere a lavorare finchè non li buttano fuori, io a 58 anni, visto che avevo raggiunto già l’apice di quella che potrebbe essere la carriera ospedaliera – ho fatto per 17 anni il Primario e il direttore dipartimento – per cui giunto ai 58 anni ho detto: ” Basta, adesso è arrivato il momento di fare qualcosa per me e per gli altri”. Allora, ho aderito a questo progetto, che si chiama “Project Malawy”, con il quale la Banca Intesa San Paolo, insieme alla Società Italiana di Pediatria, danno un supporto al Malawy, occupandosi di finanziare aiuti in diversi campi, dall’istruzione alla sanità. In questo caso,essendo io un pediatra, almeno due volte l’anno, vado per un mese in Malawy.”

“Il Malawy, è un piccolo staterello che si trova al di sotto della Tanzania, a est ha il Mozambico e ad ovest lo Zambia. E’ un paese piccolo, ma che conta circa 14 milioni di abitanti. E’ un paese molto povero, non possiede giacimenti di petrolio, non ha miniere d’oro o di diamanti, per cui come tanti altri stati africani, condivide quelle che sono le peculiarità dell’Africa, ovvero, le carestie, la fame, la povertà, le malattie. Considerate, che ogni anno, muoiono circa 70mila persone di AIDS, decessi che causano circa 1 milione di orfani, e, questi bambini, che non hanno parenti che si prendano cura di loro, rischiano di diventare bambini di strada.”

“Appena arrivato, ho incontrato una persona, un prete missionario italiano, che viveva lì da 35 anni e che ha fatto davvero molto per questa popolazione. Questo prete, aveva creato una cooperativa, la “Andiamo Youth Cooperative Trust”, che si occupava e si occupa tuttora di garantire un servizio sanitario e un’istruzione adeguati, sempre tramite delle donazioni.”

“In campo sanitario, è stato molto il lavoro fatto. Pensate, che, in tutta la nazione, sono presenti soltanto 300 medici, per cui la sanità viene curata principalmente da figure di infermieri specializzati, che non sono veri e propri medici. L’associazione, quindi, si occupa di andare nei paesi e fare formazione a questi medici. Con il tempo sono stati construiti, un dispensario di farmaci, una maternity, una pediatria e un reparto adulti, trasformandolo in un Comunity Hospital, seguiti, poi, da ambulatori periferici. Uno dei problemi più gravi, però, è quello dei costi. La sanità in Africa, non è gratuita come in Italia, le medicine vanno pagate. Ed anche se i costi sono irrisori, per la popolazione è una spesa importante. La struttura ospedaliera creata, da lavoro a 700 persone. Sono 700 famiglie che a fine mese riescono ad avere uno stipendio, che però corrisponde a circa 12 euro italiani. Molte sono le persone che muoiono ancora oggi di malaria, malattia che si può curare in tre giorni con delle pastiglie dal modico prezzo, ma spesso comunque per loro proibitivo.”

“Oltre al settore sanitario, con questa associazione, si cerca di migliorare anche l’istruzione, realizzando delle scuole. Abbiamo realizzato scuole primarie, scuole secondarie e dei residence – c’è gente che per raggiungere la scuola deve fare dei kilometri, per questo abbiamo realizzato un residence, in cui i ragazzi possono alloggiare e frequetare così più facilmente i corsi – poi, le scuole professionali, ad esempio, la scuola per meccanici, per idraulici o muratori. Nell’ambito di queste scuole professionali, cerchiamo, però, di valorizzare anche quelle che sono le prerogative della popolazione africana, ossia, il ritmo, la musica, la danza, e così abbiamo realizzato una scuola di musica. E’ qui che nasce l’Alleluja Band, nel 1978. Dapprima, gli strumenti erano arrangiati, venivano utilzzate delle chitarre artigianali o delle pentole usate a mo’ di tamburi, successivamente, la band è migliorata, diventando la più famosa del Malawy. Adesso incidono album, fanno tournee in giro per il mondo, sono stati in Australia e in Germania. L’anno scorso sono stati persino a Madrid in occasione della “Giornata Mondiale della Gioventù”. Quest’anno, vista la possibilità che il tour si estendesse alla Sicilia, e, vista l’ affezione al mio paese, ho voluto che l’Alleluya Band si fermasse anche a Capo d’Orlando. Lo scopo di questo tour, è quello di raccogliere dei fondi per un progetto ben specifico, ovvero, l’ampliamento delle aule, all’interno del residence, che dovranno ospitare le classi delle ragazze delle scuole secondarie, consentendo, quindi, a queste di poter ottenere un diploma di scuola superiore, che significa migliorare le loro condizioni di vita.”

Questa sera, non ci sarà un biglietto da pagare, ma ci sarà qualcuno, nel corso del concerto, che passerà per raccogliere eventuali offerte. “Sinceramente, spero che i miei concittadini, non mi facciano fare una magra figura e contribuiscano in maniera sostanziale e non solo con qualche spicciolo”.

Un’iniziativa volta a sensibilizzare le coscienze, questa portata a Capo d’Orlando dal Dott. Marcazzò, che auspichiamo possa avere un buon riscontro e non soltanto di pubblico.

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