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UN PORTO TURISTICO COME OPERA D’ARTE


Da una nuova collaborazione tra Fiumara d’Arte di Antonio Presti e il comune di Santo Stefano di Camastra l’ideazione di un  progetto per un porto turistico che non sia solo un approdo per le barche, e quindi una semplice opera pubblica, ma che sia allo stesso tempo anche un’opera d’arte, in grado di attirare visitatori proprio per la sua unicità.  Il progetto è quello di far diventare la zona del porto una sorta di museo a cielo aperto dove si possano unire le particolarità dell’arte moderna con le memorie del passato e con i monumenti del vicino centro storico.

L’area interessata dall’opera portuale è il tratto di costa compreso tra la foce del Torrente Santo Stefano e la foce del Torrente Ortora,  e si estende dalla foce del Vallone Tudisca-Pecoraro fin quasi alla Sottostazione elettrica della Ferrovie. Si trova dunque a ridosso del centro storico settecentesco di Santo Stefano, costituito dall’impianto di fondazione voluto da don Giuseppe Lanza di Barresi duca di Camastra, iniziato nel 1683 e completato agli inizi del ‘700.

E’ una grande scommessa quella che il comune di Santo Stefano di Camastra, guidato dal sindaco Francesco Re, intende realizzare con il progetto del nuovo porto turistico.
L’opera, inserita nel Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia, ha già ottenuto in fase preliminare i pareri favorevoli di quasi tutti gli Enti interessati (Genio civile Opere marittime, il
Genio civile di Messina, la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina, la Capitaneria di porto)  e si è ora in fiduciosa attesa del responso del C.R.U (Comitato regionale urbanistica) che dovrebbe arrivare a
giorni.

“La Fondazione Fiumara D’arte – afferma Antonio Presti – ha deciso di porsi una nuova missione: esplorare l’opera come processo collettivo e non più come libero sviluppo della creatività individuale . La finalità è quella di creare un laboratorio permanente in cui si sperimenta, attraverso la stretta collaborazione con le ditte artigiane del territorio , un’ibridazione tra il processo artistico e quello della produzione di oggetti a servizio di strutture di uso quotidiano”.

Del resto, in un’area cruciale per quello che è il turismo balneare, ovvero quella che va da Capo Peloro a Cefalù, di fronte all’arcipelago delle Eolie, trasformare la nuova area portuale in un polo artistico, potrebbe significare creare un vero e proprio trampolino di lancio per nuovi flussi turistici, soprattutto in una zona che è priva di servizi che possano garantire ed agevolare tutto questo.

“Il reciproco scambio – sottolinea da parte sua il sindaco di Santo Stefano, Franceso Re – tra la sapienza e la maestria degli artigiani stefanesi e il know how creativo degli artisti designer è in grado di generare cultura, di creare nuove e inedite risorse e identità per il territorio, di determinare valore aggiunto e occasioni di sviluppo per tutta la collettività di questa parte terminale della provincia di Messina”.

L’opera, oltre al porto, che prevede 749 posti barca suddivisi in dieci classi, comprenderà anche infrastrutture di collegamento quali strade, parcheggi e verde attrezzato. Il costo complessivo è di 55 milioni di euro, ed è previsto che a investire siano principalmente i privati, in cambio della successiva gestione delle opere. La concessione demaniale avrà una durata di 50 anni.

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