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MINORANZA: “IL COMUNE, MOROSO AL PAGAMENTO BOLLETTE ENEL”


A Capri Leone, continuano le interrogazioni, da parte della minoranza, rivolte al Sindaco Bernadette Grasso.  Secondo i Consiglieri di Opposizione Salvatore Caputo, Antonino Raffiti, Giuseppe Conti, Giuseppe Triscari Barberi e Cono Daniele Caranna, il Comune, risulta moroso nel pagamento delle bollette Enel.

“Il Comune,- come si legge nell’interrogazione- non riesce a pagare le bollette ENEL e si ritrova ad essere oggetto di un Decreto ingiuntivo di pagamento dell’importo di oltre 340.000 euro (bollette relative al periodo 2008/2009). A questa somma vanno già aggiunte le spese legali (circa 2.700 euro) e gli interessi convenzionali al 7%, già maturati (calcolabili ad oggi in oltre 60.000 euro);
Inoltre andranno aggiunti, visto che il decreto ingiuntivo è stato opposto, le ulteriori spese legali e gli interessi maturandi (calcolabili, al 7%, in oltre 24.000 euro annui).

Somme che potevano essere evitate e che graveranno senza motivo sulle tasche dei cittadini. Eppure nel frattempo il comune, nello stesso periodo, ha trovato modo di spendere e spandere. Non si capisce come mai il pagamento delle bollette non abbia avuto priorità rispetto alle altre spese. Non solo, ma l’ufficio ha fornito ai consiglieri di opposizione dei dati falsi ed incompleti.
Infatti, rispondendo ad una richiesta di informazioni con cui il consigliere Caputo Salvatore, poco prima delle elezioni, chiedeva l’elenco delle fatture non pagate, l’ufficio, nell’elenco fornito, ometteva di includere le fatture ENEL che oggi sono oggetto del Decreto ingiuntivo.

Su tali materie i consiglieri comunali di Minoranza hanno presentato due articolate interrogazioni con le quali chiedono chiarimenti e risposte sulle seguenti questioni:

In particolare, con la prima interrogazione hanno chiesto:
· -per quali ragioni l’amministrazione comunale non ha provveduto a pagare nei termini le fatture regolarmente emesse dall’ENEL, esponendosi così alle prevedibili azioni giudiziarie, con aggravio di spese legali, interessi, ecc. (che già ammontano ad oltre 60.000 euro);
· -per quali ragioni, di merito e/o di forma, il comune, a fronte di un decreto ingiuntivo su fatture, invece di adempiere, ha ritenuto anche di opporsi al suddetto decreto ingiuntivo, presso il Tribunale di Roma, con ulteriore futuro notevole aggravio di spese legali e interessi convenzionali al 7% (che maturano al ritmo di oltre 24.000 euro l’anno);
· -per quale ragione il comune, se aveva contestazioni da fare, non ha preso per tempo le necessarie iniziative;
· -quali sono i criteri di priorità con cui l’ufficio ragioneria provvede al pagamento delle fatture e dei creditori in generale;
· -perchè l’ufficio ragioneria non ha rispettato il criterio di rilevanza od almeno il criterio cronologico nei pagamenti pagando prima le vecchie bollette rispetto alle altre nuove spese;

Con la seconda interrogazione chiedono:
· -per quale ragione le fatture oggetto del decreto ingiuntivo non erano comprese nell’elenco delle fatture insolute fornito al consigliere;
· -per quale motivo l’ufficio ha fornito al consigliere Caputo informazioni false ed incomplete;
· -quali provvedimenti intende prendere il Sindaco e il Presidente del consiglio per sanzionare tale comportamento omissivo ed illegittimo;

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