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PRESENTATO IL LIBRO DI FRANCO BLANDI


Sabato 30 giugno è stato presentato, nei locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso di S. Stefano di Camastra, il nuovo libro di Franco Blandi “Appuntamento alla Goulette- Le assenze senza ritorno dei 150.000 emigrati italiani in Tunisia”. Franco Blandi, direttore del Centro di Formazione Professionale dell’En.A.I.P. dei Nebrodi, nonché presidente dell’associazione URIOS- culture, arti, solidarietà, è anche autore di testi teatrali, cortometraggi, documentari.

Un libro, Appuntamento alla Goulette, che racconta la storia di una migrazione anomala e singolare, quella dei tanti italiani che dalla prima metà dell’800 si trasferirono in Tunisia, dando vita ad una fervente comunità, che integratasi perfettamente con la popolazione autoctona, fu elemento rilavante per lo sviluppo sociale e culturale del paese.

Una bellissima storia di integrazione, solidarietà, accoglienza raccontata in questo pezzo di storia poco conosciuto e scarsamente affrontato dalla storiografia che da sempre è stata più attratta dall’emigrazione verso le Americhe. Ambientato in pieno regno borbonico, quando ancora l’Italia era divisa in regni e ducati e quando gli italiani non conoscevano ancora una lingua comune, la lingua italiana, il libro racconta ai posteri il sogno dei nostri antenati che videro nella vicina Tunisia una terra che poteva offrire prospettive di vita migliore.

“La storia del libro- afferma l’autore-  rappresenta la testimonianza di come, fuori da ogni schema, l’integrazione sia possibile soltanto facendo vivere le persone le une vicine alle altre, facendole conoscere, abbattendo in questo modo ogni forma di confine. Ed è quello che è successo nella storia della Petite Sicilie, il quartiere siciliano sito nella zona portuale della Goulette,  una storia nata da una pacifica convivenza determinata dal fatto che tutte e due le popolazioni, quella autoctona e quella ospite, hanno saputo accettare reciprocamente le proprie diversità.” Blandi, racconta poi come nasce in lui la passione e l’interesse per questo tema, anche in un periodo storico come il nostro, in cui il tema immigrazione è diventato qualcosa di problematico e difficile da affrontare, basti pensare che spesso si parla solo di emergenza immigrazione. L’autore così racconta che l’interesse è nato dalla conoscenza di un giovane tunisino venuto in Sicilia per motivi di studio e fu lui a raccontare di questa storia dei siciliani in Tunisia. Da lì la curiosità che lo ha portato ad indagare anche tramite esperienza sul campo. “Dentro la storia della Goulette- afferma ancora Blandi- c’era qualcosa di spettacolare che doveva essere conosciuto e soprattutto fatto conoscere, proprio in un’epoca, la nostra, in cui l’integrazione, la tolleranza, fanno più paura che altro. E invece, conoscere gli altri, la diversità, non è qualcosa da temere, ma solo qualcosa che può arricchirci. Del resto- continua l’autore- l’arricchimento della storia, la sua evoluzione, sono stati possibili solo grazie al fatto che gli uomini si sono spostati e si sono conosciuti.”

 

 

All’evento hanno preso parte anche il Presidente della Società Operaia, Tommaso Mascari e l’assessore alla cultura del comune di S. Stefano, Filippo Fratantoni.

Onorato per aver avuto la possibilità di accogliere un evento simile e potervi prendere parte, il presidente della Società Operaia non ha mancato di sottolineare come uno degli scopi della Società sia proprio quello di promuovere l’arte e la cultura.

Entusiasmato dall’iniziativa anche l’assessore Fratantoni il quale ha evidenziato l’importanza di far conoscere alle nuove generazioni la storia dei nostri conterranei, che è poi la nostra storia. Anche il comune si è impegnato e continuerà ad impegnarsi nell’importante e nobile tema della tolleranza, dell’integrazione, dell’apertura dei confini. “Con una modifica nello statuto il comune ha infatti dichiarato S. Stefano paese dell’accoglienza- dichiara Fratantoni- adottando come ulteriore bandiera quella della pace.” Anche l’assessore alla cultura si sofferma poi sull’importanza dell’abbattimento dei confini, i quali provocano solo solitudine e frammentazione rinunciando a quel principio fondamentale che è la comunione tra i popoli, in quanto tutti cittadini di questo mondo.

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