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LA MINORANZA RISPONDE AL SINDACO BASILIO RIDOLFO


Non si è fatta attendere la risposta del gruppo di minoranza “Ficarra è ora” al “Piano Locale Anticrisi” varato dalla Giunta comunale.

La minoranza, composta dai consiglieri Alice Maraffa, Daniele Alessio Faranda, Basilio Carini, Sebastiano Ravì e Francesco Marchese, pur condividendo le motivazioni ideali dell’intervento, contesta la scelta di abbandonare il metodo della preliminare assemblea cittadina, che in un primo momento era stato proposto dalla stessa amministrazione, nonché le modalità operative degli interventi di sostegno previsti, e li definisce, elettoralistici e clientelari, invitando tutti i concittadini ad informarsi e valutare attentamente l’efficacia reale delle misure previste .

In particolare, il gruppo “Ficarra è ora” contesta l’esiguità delle somme stanziate, l’illegittimità, da loro definita “totale illegalità” della rinuncia preventiva a recuperare le somme concesse a titolo di prestito d’onore e non restituite volontariamente, l’incongruenza dei provvedimenti in materia di IMU e di sviluppo economico, il tutto ponendo il dubbio che più che di un Piano Locale Anticrisi si tratti di un Piano Locale Preelettorale e Clientelare, fedele al solco, da tempo tracciato, di voler stupire a tutti i costi, ma destinato all’oblio, come la tanto pubblicizzata “Sartoria di Qualità”.

“Innanzitutto- scrivono in una nota i Consiglieri- non si comprende bene il perché della scelta di varare con atto di Giunta una serie di misure, volte a tutelare i soggetti sopra evidenziati, contraddicendo una precedente scelta dell’amministrazione, di convocare prima una conferenza cittadina, ove individuare i punti critici dell’economia e delle esigenze sociali del paese e, solo dopo, varare i provvedimenti ritenuti utili, anche sulla scorta delle indicazioni dell’assemblea cittadina. Non si contesta certo la legittimità della scelta, nelle facoltà dell’organo di governo, ma si contestano le modalità di azione: che senso ha infatti procedere in tal maniera, dopo che nel Dicembre 2011 si era già tenuta una riunione preliminare tra le forze politiche, sociali ed imprenditoriali, a seguito del quale si era deciso di creare dei gruppi di lavoro, volti ad individuare dei “focus” da sottoporre poi all’assemblea cittadina ? Non risulta che nessun gruppo di lavoro sia mai stato costituito- continuano i cinque dell’opposizione-  ne deriva che l’individuazione degli obiettivi e delle risorse disponibili sia stata fatta, si ripete, legittimamente, dalla Giunta, che però, a questo punto, non avendo concordato alcunché con le forze politiche, sociali ed economiche, almeno in forma pubblica, è a maggior ragione sottoponibile al giudizio della minoranza”.

I consiglieri affermano duramente che oltre la metà delle somme destinate al così definito “Fondo di Solidarietà per emergenza economica” ad oggi non esistono. Altre risorse, secondo i consiglieri, potrebbero poi recuperarsi se l’evanescente Assessore alle contrade, commercio, ecc., rinunciasse interamente all’indennità di carica non avendo, a quanto pare, partecipato con continuità ed assiduità ad attività tali da giustificare la corresponsione di alcun indennizzo. In definitiva, dal punto di vista dei cinque consiglieri di opposizione, il Piano Locale Anticrisi, racchiude misure che, mascherate da fini solidaristici, si prestano, quantomeno al momento, a critiche, sia perché evidentemente elettoralistiche e clientelari (le elezioni regionali di Ottobre incombono), sia perché generiche e prive di copertura finanziaria.

La minoranza, conclude affermando di essere sempre stata disposta a discutere su proposte utili per il paese e se verrà convinta della bontà di talune misure le appoggerà senza riserva, ma al momento non può che denunciare tutte le incongruenze del Piano. Concludendo i consiglieri lanciano una frecciata al sindaco Ridolfo: “Se l’amministrazione volesse dare, concretamente, respiro alle famiglie ed alle imprese, potrebbe attivarsi, senza bisogno di partorire un Piano mediatico”.

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