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“LE ARANCE NON RACCOLTE” DI SALVATORE FERLITA, SABATO IN BIBLIOTECA

Sabato 30 giugno, alle 19, presso i locali del Centro Culturale Polivalente “Antonio Librizzi”, per il ciclo d’incontri dedicati alla lettura “Scrivere è Resistere – Resistere è Creare”, sarà presentato il libro “Le arance non raccolte” di Salvatore Ferita. Ferlita, Nato a Palermo nel 1974, è assistente professore di letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli studi Kore di Enna, collabora, in qualità di critico letterario, a “La Repubblica” e alla rivista mensile “Segno” ed ha già pubblicato diverse opere.

“Le arance non raccolte”, è un’antologia sugli scrittori siciliani del ‘900, che dà rilievo ed importanza alla cosiddetta letteratura minore. Con quest’opera, l’autore, vuole provare a “ridisegnare il panorama letterario siciliano, “immolando” i mostri sacri, gli autori più o meno canonizzati.” L’autore, che da anni esplora le riserve aurifere più nascoste della scrittura immaginativa isolana, in questo volume allinea i profili critici, nell’intreccio indissolubile di vita e opere, di scrittori poco noti o misconosciuti, i relativi apparati bibliografici, e una selezione delle pagine più significative, recuperate da romanzi, racconti o saggi. La metafora, implicita nel titolo, contiene un preciso riferimento della scrittura isolana, identificandola con il frutto per eccellenza della Sicilia, ed esaltandone la preziosità. “Sono frutti messi a disposizione del lettore – scrive Ferlita – rimasti attaccati all’albero lasciati distrattamente o colpevolmente marcire; sono spesso però arance amare il cui succo è un concentrato della storia isolana dei suoi guizzi improvvisi e delle sue rovinose cadute, delle fulgide speranze tradite da un irredimibile metafisica”. La Sicilia ha molti grandi autori conosciuti da tutti e molti altri, non siciliani, che hanno scritto sulla Sicilia, perciò, forse, vale la pena ripercorrere la verità nell’intreccio indissolubile di vita e opere che ci è raccontata dai minori da troppo tempo in ombra, da troppo tempo lasciati nell’ indifferenza.  L’antologia in questo senso propone dei possibili percorsi di lettura i cui testi sono ancorati a un luogo, la Sicilia, a un certo modo di intendere la vita, e praticare la scrittura.

 

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