Protesta Gioiosa binari_pp

GIOIOSA MAREA: 8 OTTOBRE PRIMA UDIENZA PER L’OCCUPAZIONE DEI BINARI FERROVIARI


È stata fissata per l’8 Ottobre 2012 la prima udienza in cui sono coinvolte 25 persone gioiosane, il sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, quello di Ficarra Basilio Ridolfo e l’ex sindaco di Gioiosa Marea Ignazio Spanò. L’oggetto della causa è l’occupazione dei binari il 24/11/2009 in occasione della manifestazione di protesta per la chiusura della strada di Capo Skino, dopo l’ennesima frana, strada di rilevante importanza dato che collega Gioiosa Marea a Patti.

Il Gip di patti, Onofrio Laudadio, aveva infatti emesso la condanna di interruzione di pubblico servizio con il pagamento di un’ammenda di 3.750 euro, per 25 cittadini gioiosani e tre sindaci del comprensorio dei Nebrodi. La “blacklist” dei ventotto prescelti tra le centinaia di persone comprende oltre i già citati sindaci nebroidei anche alcuni manifestanti tutti di Gioiosa Marea: Barbara Matassa, Giuliana Scaffidi, Calogero Bonina, Franco Maraffa, Magda Costantino, Tindara Scaffidi Salvo, Clelia Giganti, Paolo Accordino, Sara Santina Sidoti, Aldo Biagio Molica Colella, Domenico Salvatore Molica Colella, Alfredo Cusmà Piccione, Mario Enrique Scirocco, Elisabetta Natoli, Franco Molica, Maurizio Borà, Domenico Silvestri, Angelo Cipriano, Marcello Siligato, Salvatore Miragliotta, Roberto Casella, Rita Sidoti, Barbara Nastasi, Giuseppe Spanò e Salvatore Buzzanca.

“Un’estrazione dell’enalotto”, così Franco Maraffa, uno dei cittadini multati, ha definito la scelta dl giudice di Patti su chi condannare e chi no. E mentre a Gioiosa Marea e dintorni si è ancora increduli sul provvedimento emesso e nei bar e per le strade si parla di lesione di diritto di protesta e di intraprendere azioni collettive, da alcuni gioiosani parte un’iniziativa per rendersi più uniti e compatti nell’affrontare la lunga battaglia legale che li attende. I webmaster del sito www.gioiosani.it, Alessio Forzano e Giuliana Scaffidi, hanno lanciato attraverso il web una proposta, quasi una provocazione a uscire allo scoperto, a dichiararsi, a non esultare perché non si è stati riconosciuti nelle video testimonianze della Digos, ma fare una dichiarazione di auto colpevolezza, in nome del bene comune e perché no, della lotta popolare contro un’ingiusta condanna e affermare a pieni polmoni: “C’ero anch’io.

 

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Close