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SANTO STEFANO: SI MUOVE QUALCOSA PER RISOLVERE LA QUESTIONE DELL’ACQUA INQUINATA


Sembra si voglia arrivare ad una svolta riguardo all’emergenza acqua inquinata a S.Stefano di Camastra. Con la delibera di giunta regionale n. 152 del 21/05/2012, sono infatti stati finanziati 227.398, 65 euro, al fine di effettuare lavori per la ricostruzione ed il ripristino di opere idrauliche nel torrente Santo Stefano a protezione dell’acquedotto. “Il finanziamento in questione – ha dichiarato il Sindaco Francesco Re – è funzionale ad effettuare importanti opere di protezione a monte della sorgente Racì, ma certamente non può ritenersi esaustivo della soluzione dell’annosa questione della qualità dell’acqua immessa nelle condutture comunali”.

L’emergenza acqua inquinata è in effetti un problema che oramai da anni preoccupa i cittadini della città delle ceramiche. Del resto, che tale situazione fosse diventata una questione importante ma soprattutto urgente da risolvere, nonostante a volte si sia cercato di minimizzare la questione, lo ha dimostrato il fatto che nella scorsa campagna elettorale più volte se ne è fatto riferimento. Per molto tempo i cittadini hanno lamentato il cattivo odore che scaturiva dai rubinetti delle loro abitazioni, per non parlare del fatto che l’acqua inquinata è stata la causa di infezioni e altri disaggi provocati agli stessi.

Il problema deriva dal fatto che la sorgente Racì, fonte primaria di rifornimento idrico per la cittadina,  ha subito delle infiltrazioni fognarie dei comuni di Mistretta e Reitano, nonostante le analisi effettuate dal Laboratorio di Sanità Pubblica di Messina, abbiano smentito la presenza di coli fecali. Del resto, non bisogna neanche dimenticare che quando tra cittadini la preoccupazione per l’acqua  cresceva sempre di più, l’ex sindaco Giuseppe Mastrandrea, cercava di uscire dall’emergenza  riprendendo in causa una vecchia ordinanza all’interno della quale veniva dichiarato che l’acqua erogata poteva essere utilizzata solo ed esclusivamente per uso domestico e non per uso alimentare.

Ora forse qualcosa inizia a muoversi, si spera per il verso giusto. La nuova amministrazione, pur dedicando momentaneamente l’attenzione ai lavori di protezione della sorgente Racì, riconosce come questa non possa essere una soluzione risolutiva. Ecco perché, informa la cittadinanza che cercheranno comunque di muoversi in tal senso, al fine di reperire risorse da destinare ad un’attività di ricerca di nuove sorgenti per l’approvvigionamento idrico. “ A tal fine l’Amministrazione Comunale – afferma ancora il primo cittadino – ha esitato una evidenza pubblica finalizzata ad appaltare lo scavo di un nuovo pozzo in contrada Vegna per risolvere, dopo la frana che ha causato l’impossibilità di utilizzare il vecchio pozzo esistente, il problema dell’approvvigionamento idrico dell’acquedotto montano”.  Nelle intenzioni del sindaco Francesco Re e dei suoi collaboratori, vi è inoltre la volontà di riavviare i contatti con il comune di Caronia, al fine di trovare congiuntamente una soluzione alla non risolta questione dell’acquedotto intercomunale Caronia-S.Stefano.

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