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LA TUA OPINIONE – 12 GIUGNO, AD UN ANNO DALLE ELEZIONI…


Gentile direttore, Gli anniversari sono sempre giornate un pò speciali e soprattutto sono momenti in cui persone, fatti, circostanze, avvenimenti, tornano alla mente suscitando sensazioni molteplici e variegate. Sono queste, giornate di ricordi e di memoria, ma anche giornate di riflessione e di bilanci. Da molti anni ormai, mi dedico con passione alla mia primaria attività di docente e quando parlo di bilanci, non mi riferisco certo, a qualcosa che riguardi “moneta sonante” ma penso piuttosto, ad un rendiconto doveroso, che possa mettere in continua discussione il mio dire e soprattutto il mio fare, nella ferma convinzione di crescere e poter correggere errori e sbavature, ma con sottile  compiacimento in caso di successi per i  traguardi raggiunti.  Tutto ciò per stare bene con me stessa e con gli altri.

Il bilancio positivo attinente alla sfera professionale, credo, sia costituito dall’affetto degli alunni, dalla considerazione dei loro genitori e dalla stima di colleghi e superiori. Un bilancio in continua evoluzione caratterizzato nel corso degli anni da elaborati e complessi  processi  di autocritica. In questa data per me tanto significativa, affido al suo giornale le mie riflessioni poiché ritengo che rispetto al 12 Giugno dello scorso anno, molte cose siano cambiate. Tutti possono chiaramente comprendere il mio coinvolgimento emotivo e sarebbe stupido ed ipocrita nascondere una punta di amarezza per  un  risultato  desiderato, accarezzato,  e realmente sfiorato. Sento dunque l’esigenza di ringraziare ancora una volta, tutti coloro che    hanno sostenuto, incoraggiato, aiutato Librizzi  Sindaco ma desidero ringraziare anche chi  è stato scettico e non ha creduto che realmente  si sarebbe potuta avviare una possibilità di cambiamento per una situazione politico-amministrativa, che ai miei occhi appare stagnante e decisamente poco produttiva. Tuttavia, sono convinta che sotto la spinta di nuove o ritrovate esigenze si siano già raggiunti importanti traguardi: la possibilità di avere un nuovo giornale on line  che desta sempre maggiore interesse, la sospirata diretta web, sia pure con le sue limitazioni, la rinascita della Pro-loco, la nascita del sito web “la tua voce.net .” sono solo alcuni degli elementi che prefigurano la necessità  di un nuovo stile di vita comunitario, improntato alla costruttiva partecipazione. Purtroppo rimane il dubbio … una svolta avrebbe potuto aprire interessanti scenari buoni, cattivi o mediocri, ma  sarebbe stata sicuramente l’occasione per produrre nuova linfa vitale sotto la spinta di nascenti o ritrovate energie. Suscitare, raccogliere e coordinare intelligenze e competenze avrebbe sicuramente creato un processo dinamico, secondo me necessario ed auspicabile in questa realtà locale. Purtroppo non è andata così ed io non riesco ad essere soddisfatta di ciò che accade nel mio paese; avrei voluto  vedere per esempio un atteggiamento democratico e disponibile riguardo all’ormai antica questione”targa Garibaldi”, avrei voluto vedere comportamenti costruttivi e ponderati riguardo agli interventi della cosiddetta “somma urgenza”. Mi sarei aspettata  infatti, processi meticolosi, interessanti e creativi  dettati da ragionate logiche progettuali, in cui nulla viene affidato al caso e all’approssimazione. In buona sostanza interventi pensati, studiati e ragionati miranti a considerare come bene primario e irrinunciabile  il benessere della collettività.

Forse non ho saputo vedere, forse non sono stata abbastanza attenta e se così fosse, chiedo umilmente scusa! Molti amici pubblicano su Facebook  splendide foto ed in particolare, l’Arch. Giuseppe Librizzi nelle sue meravigliose, interessanti, e critiche vedute spesso scrive: “Vedere … Osservare … Riflettere” ed io credo che questa sia una delle cose essenziali che ciascuna Comunità dovrebbe fare!

Le nuovissime palme piantate in questi giorni, ad onor del vero, meno malandate di quelle dello scorso anno, mi hanno fatto andare indietro nel tempo, mi hanno fatto pensare ai miei vecchi “lavori universitari,  ai miei rilievi nelle case del centro storico palermitano; spesso in quelle abitazioni mancavano i beni primari e persino il senso stesso della vita, ma in compenso erano stracolme di inutili suppellettili per l’esigenza  forse, di dimostrare il mancato benessere o più semplicemente, per totale mancanza di una adeguata scala di valori e priorità.

Domenica è stata  proprio una bella giornata estiva, primo sole e primo bagno, il luogo prescelto: l’area nelle vicinanze del Tropicana beach, sistemata la stuoia mi fermo a guardare il mare; è lievemente agitato e produce schizzi e schiuma, questo spettacolo mi incanta, vivo in un posto privilegiato, un dono immenso e sicuramente poco apprezzato. Trovo difficoltà a rimanere in equilibrio,  pietre grosse e invadenti hanno preso il posto della sabbia e con fare inquietante stanno spazzando via  quel tratto di spiaggia a me tanto cara. Nel pomeriggio una bella passeggiata a villa Bagnoli, aggiunge ancora altro disagio, mi fermo davanti  un cartello di lavori in corso e leggo uno slogan che per me ha un sapore beffardo “biciclando stiamo pedalando per voi”. Guardo allora l’area portuale, tutto è immobile … mi vengono in mente a questo punto le belle parole di A. Bergonzoni  e  mi sembra logico chiedermi: ma bisogna diventare veramente sempre più poveri per capire la povertà?

Sono convinta che ci sia qualcosa di umanamente errato, qualcosa che mi procura irritazione, insoddisfazione, malcontento e per farmi coraggio  ripenso alla mia bella giornata a Cinisi e alle parole che Luisa Impastato, nipote di Peppino, ha riportato in un suo splendido scritto:

…”Il cambiamento è bellezza; e lo è perché è naturale. La bellezza è tale perché è varia, perché la varietà ci rende uomini, alimenta il confronto, fa nascere idee…

…invece ci hanno abituato alla grettezza alla staticità, privandoci dei mezzi con i quali difenderci, spogliandoci della nostra capacità di interrogarci, con il tentativo di renderci una massa omogenea e brutta da poter meglio gestire…

…L’arte è bellezza, la cultura è bellezza e lo è soprattutto se mediante essa si apre una breccia che permetta alle coscienze di respirare…

…La politica è bellezza, lo è nella sua forma originaria, lo è nel suo unico fine, che è la collettività…

…La politica  ha perso la sua bellezza nel momento in cui ha dimenticato il suo ruolo di strumento del popolo…

…Bisogna enfatizzarla, la bellezza, estrapolarne tutte le potenzialità perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione  ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore….bisogna crederci, nella bellezza di un ideale, perché ci permette di sperare.(Tratto da” La bellezza “di L. Impastato)

Ringraziandola per la cortese attenzione porgo distinti saluti.

Maria Grazia Librizzi

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