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CAPRI LEONE: LA MINORANZA BATTE IL PRIMO COLPO


Non si fanno attendere i primi atti della minoranza consiliare di Capri Leone, formata dal capogruppo  Salvatore  Caputo, AntoninoRaffiti, Giuseppe Conti, Giuseppe Triscari Barberi e Daniele Caranna Cono. I consiglieri di opposizione,contestano infatti la validità di alcune delibere adottate nella prima seduta del consiglio comunale di Capri Leone tenutasi il 26maggio scorso. Secondo loro, a causa di alcune nullità verificatesi, devono essere annullate e ripetute alcune delle delibere adottate ed in particolare l’elezione del Presidente e del Vice Presidente del consiglio ed il giuramento del Sindaco.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa:

“Subito dopo le elezioni, In data 16.05.2012, il sindaco ha nominato i quattro assessori. Essendo tutti anche consiglieri comunali, dopo essere stati nominati assessori, alcuni di essi dovevano dimettersi dalla carica di consigliere. Nonostante la giunta fosse stata nominata ben dieci giorni prima, i consiglieri Mancari Riccardo e Calà Eleonora hanno aspettato fino a pochi minuti prima della seduta del 26 per fare la dichiarazione di dimissioni dal consiglio. A questo punto però, non essendoci tempo per protocollare le dimissioni (come vuole la legge) essi avrebbero dovuto rilasciare personalmente una dichiarazione nel corso della seduta consiliare, dopo la sua apertura, facendola risultare a verbale (come chiedeva che fosse fatto il capo gruppo dell’opposizione, anche per un senso di rispetto verso l’organo consiliare). Per qualche strano motivo, pur essendo presenti tra il pubblico, essi si sono rifiutati di presenziare formalmente alla seduta e si è insistito per fare riferimento alla dichiarazione scritta, indirizzata al sindaco e consegnata “brevi manu” prima dell’inizio dei lavori (?!) e non protocollata. Sulla base di questa dichiarazione si è proceduto con la surroga di entrambi i consiglieri “dimissionari” con i primi dei non eletti, in persona dei consiglieri Lombardo Facciale e Puglisi, i quali, essendo presenti in aula, prendevano posto nei banchi del consiglio e partecipavano alle successive attività tra cui l’elezione del Presidente e del vice presidente del consiglio ed al giuramento del sindaco;
Nei giorni successivi, visionati gli atti, l’opposizione ha presentato una serie di atti rilevando quanto stabilisce la legge e la circolare dell’assessorato regionale in proposito.

In particolare:

-Che le dimissioni da consigliere comunale devono essere presentate ed indirizzate al consiglio e non al Sindaco (come invece era stato fatto);
-Che la legge e la logica vogliono che le dimissioni, qualora formalizzate fuori dal consiglio, per essere valide, efficaci ed irrevocabili, devono essere protocollate (cosa che non era stato fatto);
-Che, In mancanza di tali requisiti, le dimissioni non erano formalizzate correttamente, non erano irrevocabili e quindi non si sarebbe potuto procedere alle surroghe (come invece era stato fatto);
-Che tale normativa si applica non solo alle dimissioni ma anche a qualsiasi altro atto (comunque lo si voglia definire) in cui un consigliere comunale, cessando dalla carica, debba essere surrogato;
-Che Il consiglio, da quel momento, ha operato quindi in una composizione illegittima che, a sua volta, ha viziato tutte le delibere adottate in quella seduta e che rischia di viziare anche tutte le future delibere.
Per tali motivi, a parere della minoranza, come richiesto, si dovrà procedere all’annullamento in autotutela, innanzi tutto della delibera di surroga e poi, per conseguenza, delle altre delibere a cui hanno partecipato i consiglieri subentrati illegittimamente (tra cui la delibera di elezione del Presidente e del vice Presidente del Consiglio e la delibera di presa d’atto del giuramento del sindaco).”

 

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