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CONFERENZA STAMPA SINDONI: NON GARIBALDI MA “MIRAMARE”


La conferenza stampa indetta questa mattina in maniera improvvisa dal sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni nei pressi dello scoglio “Garibaldi” non aveva nulla a che vedere con l’intitolazione della piazza “stazione” anche se Nino Monastra, allertato, non si è fatto attendere tanto da farsi trovare arrampicato proprio sullo scoglio. Tutto inutile perché Enzo Sindoni aveva intenzione di parlare di tutt’altro e nello specifico dell’ennesimo ricorso al TAR giunto al Comune lo scorso 25 Maggio relativo al blocco dei lavori dell’ex “Miramare”.

 

Una querelle che ormai dura da tempo con denunce ed esposti che si susseguono costantemente. Da un lato il proprietario della “tettoia” con panorama mozzafiato, Antonio Giuffrè, dall’altro l’amministrazione comunale che recentemente ha posto i sigilli al cantiere e revocato la concessione inoltrata lo scorso anno.

Gli avvocati difensori di Antonio Giuffré, Italo Spagnulo Vigorita e Nazareno Vigorita hanno presentato ricorso contro il Comune di Capo d’Orlando e la Provincia Regionale di Messina per chiedere che vengano annullate le ordinanze emesse dall’Ente comunale di sospensione dei lavori, apposizione dei sigilli nel cantiere e revoca dell’autorizzazione concessa il 20 settembre 2011.

Ma si rivolgono anche alla giustizia ordinaria per denunciare Sindoni di calunnia, diffamazione, danneggiamento, sabotaggio e turbata libertà del lavoro.

Gli atti sono stati trasmessi anche alla procura della Repubblica ed è stata presentata anche un’istanza cautelare per i danni causati al proprietario del terreno dai provvedimenti intrapresi dall’Amministrazione Comunale. Come ad esempio la perdita di finanziamenti, il rischio di decadenza delle autorizzazioni e, soprattutto, il fondato rischio di definitiva rovina dell’immobile, situato in zona ad alto rischio sismico a fronte di un evento franoso. 

Sindoni ha riunito i giornalisti locali questa mattina proprio difronte la struttura pericolante per illustrare, carte alla mano, come si vuole trasformare un piccola tettoia, che non risulta nemmeno censita dalle aerofotogrammetrie, in un mini complesso turistico in una delle zone più seggestive del litorale orlandino.

La guerra di esposti e denunce continuerà ancora per molto ma il pericolo frana è davvero imminente.


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