pdl_pp_02

PDL: “OSTRUZIONISMO DEI DIRIGENTI COMUNALI, CI RIVOLGIAMO AL REVISORE E NON OFFENDIAMO NESSUNO!”


I consiglieri del PDL tornano a scrivere al revisore dei conti del comune di Capo d’Orlando, anche dopo il passaggio di consegne tra Musarra, dimessosi, e Cipriano. In un lungo e dettagliato documento richiedono la documentazione relativa alla situazione finanziaria dell’Ente. Parlano, e nemmeno tanto velatamente, di un ostruzionismo che ha del grottesco da parte soprattutto del Segretario Generale, dr. Giovanni Matasso, del responsabile dell’Area Amministrativa Finanziaria, Dr. Antonino Colica e del responsabile dell’Area Manutenzioni LL.PP., ing. Michele Gatto, che alla richiesta della documentazione avrebbero risposto ai consiglieri Abate, Trifilò e Triscari: “…che l’attività di ricerca, selezione e fotocopiatura, di quanto richiesto, in atto aggraverebbe notevolmente il lavoro degli uffici interessati, a scapito di improrogabili esigente lavorative che, se rinviate, potrebbero determinare ritardi all’attività amministrativa“.

I consiglieri del PDL chiedono all’amministrazione di rinviare il punto all’ordine del giorno relativo all’esame del conto consuntivo 2011 anche perché, sempre secondo Rosario Abate, Daniela Trifilò ed Edda Triscari, “non è stato osservato né il termine di 20 giorni prescritto dall’art. 227 del D.Lvo. 267/2000, né quello di 10 giorni del regolamento di contabilità a cui si riporta il Presidente del Consiglio Comunale, in quanto la relazione dell’unico revisore dei conti è stata consegnata in data 08.05.2012 e il consiglio comunale è stato convocato per il 17/05/2012″.

Insomma il consiglio non ha avuto il tempo necessario per esaminare la documentazione fornita e quindi il punto andrebbe rinviato. Di seguito la richiesta integrale dei consiglieri di minoranza del PDL:

OGGETTO: Comune di Capo d’Orlando: Bilancio consuntivo 2011-richiesta atti e documenti  amministrativi – secondo sollecito.

I sottoscritti Abate Rosario, Trifilò Daniela e Triscari Edda, nella qualità di  consiglieri comunali  dei gruppi consiliari “P.D.L.” e Alleanza per Capo d’Orlando-Movimento 25 Giugno, nell’espletamento del proprio mandato elettorale,

PREMESSO

Che l’art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L., n. 267/2000, prevede in capo ai consiglieri comunali  il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del loro mandato, che, dalla titolarità del diritto “muneris causa”, discende pertanto l’assenza dell’onere della motivazione da parte del consigliere;

Che l’Assessorato Enti Locali Regione Sicilia, Servizio 2, “Vigilanza e Controllo EE.LL.”con  Prot. n° 1116 del 17/02/2003, uniformandosi all’orientamento del Consiglio di Stato (C.G.A. per la Regione Sicilia) ha affermato che la finalizzazione dell’accesso ai documenti in relazione all’espletamento del mandato costituisce il presupposto legittimante ma anche il limite dello stesso, configurandosi come funzionale allo svolgimento dei compiti del consigliere e che lo stesso “non è tenuto a specificare i motivi della richiesta, né gli organi burocratici dell’ente hanno titolo a richiederlo”;

Che lo stesso Consiglio ha introdotto ulteriori elementi che ampliano e rafforzano il diritto in parola, ritenendo che”… una richiesta di accesso avanzata da un consigliere a motivo dell’espletamento del proprio mandato risulta congruamente motivata e non può essere disattesa dall’Amministrazione”;

Che la riservatezza degli atti viene sufficientemente tutelata dalla disposizione di cui all’art. 43, comma 2 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 che stabilisce: I consiglieri “sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”, ergo, essendo i detti consiglieri tenuti al segreto nel caso di atti riguardanti la riservatezza dei terzi, non sussiste, all’evidenza, alcuna ragione logica perché possa essere inibito l’accesso ad atti riguardanti i dati riservati di terzi;

Che emerge con chiarezza che l’attuale orientamento è nel senso dell’impossibilità di opporre diniego all’accesso dei Consiglieri, in considerazione del fatto che “…l’espletamento del mandato di cui sono investiti i consiglieri comunali li abilita a conoscere tutte quante le attività svolte dall’Amministrazione comunale, nonché dalle aziende e dagli enti dipendenti, affinché possano consapevolmente intervenire in ogni singolo settore”, tenuto conto che “… qualsiasi limitazione verrebbe a restringere la possibilità di intervento, sia in senso critico sia in senso costruttivo, incidendo negativamente sulla possibilità d’integrale espletamento del mandato ricevuto”;

CONSIDERATO

 Che i residui attivi (somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio) appostati nel summenzionato bilancio consuntivo, per la complessiva somma di € 18.592.744,44, sono determinanti  nell’an e nel quantum per accertare, fedelmente, il risultato contabile di amministrazione e i riflessi prodotti sugli equilibri del bilancio;

– Che la determinazione dei residui è formalizzata in un elenco da allegare obbligatoriamente al rendiconto nel quale si evidenziano i crediti e i debiti per risorsa e intervento e per anno di riferimento, nonché, il legislatore ha fissato una regola essenziale per la buona tenuta della contabilità: prima di poter inserire i residui attivi o passivi nel conto di bilancio, essi devono essere riaccertati (art. 228 del D.Lgs. 267/2000), operazione complessa consistente nella revisione delle ragioni o meno del mantenimento in tutto o in parte delle posizioni creditorie o debitorie, per effetto della quale si possono verificare maggiori ovvero minori residui attivi; o minori residui passivi per sopravvenuta insussistenza
o inesigibilità oppure per prescrizione;

Che nel Tuel, D.Lgs. 267/2000, sono indicate l’accezione, le fattispecie e le modalità generali di rilevazione dei residui attivi. In particolare, l’art. 189, comma 1, definisce i residui attivi come “somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio”, precisando, al comma 2, che “sono mantenute tra i residui dell’esercizio esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titolo giuridico che costituisca l’ente locale creditore della correlativa entrata”. In altri termini, i residui attivi possono genericamente definirsi come crediti provenienti dagli anni precedenti che concorrono positivamente alla determinazione del risultato di amministrazione il quale, come noto, è pari al fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi, ai sensi dell’art. 186 del Tuel;

– Che in sede di rendicontazione l’art. 228 del Tuel prevede la verifica generale dei residui: il comma 3 indica testualmente che “prima dell’inserimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi l’ente locale provvede all’operazione di riaccertamento degli stessi, consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto od in parte dei residui.”. L’importanza di questa operazione si deduce anche dall’obbligo di allegare al rendiconto l’elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza, come previsto dall’art. 227, comma 5 del Tuel;

– Che la condizione di insussistenza di un residuo attivo, che si riscontra in sede della suddetta operazione di riaccertamento dei residui, consiste nella materiale presa d’atto che è venuto meno un elemento essenziale dell’accertamento dell’entrata (ragione del credito, titolo giuridico, soggetto debitore, somma e scadenza), ai sensi dell’art. 179 del Tuel; di conseguenza, bisogna procedere all’eliminazione del residuo attivo.

Che il Tuel all’art. 230, prevede che gli enti locali conservano nel loro patrimonio in apposita voce i crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione.” e, conseguentemente, al verificarsi delle condizioni di insussistenza e di inesigibilità si hanno anche riflessi sulla determinazione del risultato economico della gestione ed infatti l’art. 229 del Tuel elenca, tra gli oneri straordinari
del conto economico, la svalutazione di crediti e le insussistenze dell’attivo (minori crediti e minori residui attivi)
; 

– Che il D.P.R. 194/1996 prevede nella struttura del bilancio di previsione e del conto del bilancio un apposito fondo svalutazione crediti all’intervento n. 10 delle spese correnti (per i Comuni), con l’evidente scopo, di tale fondo, di compensare le minori entrate per inesigibilità dei crediti, garantendo il permanere degli equilibri di bilancio, con la eventuale appostazione nella struttura del conto del patrimonio, attivo, di una apposita voce A III 4 denominata “Crediti di dubbia esigibilità” alla quale è detratto il fondo svalutazione crediti.  

– Che, nel caso che ci occupa, non può essere ignorato il richiamo all’ossequio dei  requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità dei crediti (residui attivi) insussistenti o inesigibili, strettamente correlato con il ruolo dei principi contabili che consiste nell’“interpretare in chiave tecnica le norme di legge in tema di ordinamento finanziario e contabile, secondo i fini voluti dal legislatore”;

– Che nel principio contabile n. 2, punto 19, si precisano innanzitutto gli elementi fondamentali dell’accertamento delle entrate, fra i quali il diritto di credito che deve essere connotato dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità: “Un credito è certo in presenza di un idoneo titolo giuridico in cui esso trova fondamento; è liquido se ne è determinato l’ammontare; è esigibile se sia venuto in scadenza nell’esercizio o, per la riscossione del relativo importo, l’ente abbia autonomamente fissato il versamento nell’anno successivo, ovvero abbia concesso al debitore una dilazione di pagamento che cada negli esercizi successivi.”;

Che altre indicazioni più operative in tema di riaccertamento dei residui si annoverano nel principio 3, n. 51 laddove si prevede l’obbligatorietà della verifica “per ciascun singolo accertamento della gestione di competenza e per ciascun residuo attivo proveniente dagli anni precedenti”, nonché l’adozione di “un comportamento prudente ricercando le condizioni dell’effettiva esistenza dei requisiti essenziali”.    

ATTESO

– Che, per quanto premesso e considerato, il diritto di accesso ricomprende “ tutti quegli atti, ancorché non strettamente riferiti alle competenze del Consiglio Comunale, ma inerenti alle potenziali esplicazioni del munus di cui ciascun Consigliere risulta investito” e si estende, quindi agli “atti gestionali ed a quelli rientranti nella competenza della burocrazia comunale”,

VISTO

– L’art. 24 (Diritto di informazione sui documenti amministrativi) e l’art. 31 (Diritto di accesso di soggetti istituzionali) del regolamento comunale per l’acceso agli atti e alle informazioni, approvato in data 12/06/2008 dal consiglio comunale con atto n. 23;

– La Circolare del Ministero dell’Interno, n. F.L. 19/95 del 18 settembre 1995, la quale dispone che, per gli esercizi finanziari successivi all’anno 1995, il provvedimento ricognitivo dei residui attivi e passivi è di competenza dirigenziale, disposizione questa richiamata nel principio contabile 2, n. 89, che afferma la competenza ad effettuare le operazioni di riaccertamento in capo ai singoli responsabili dei servizi (principio 2, n. 89) e la necessità di redigere un apposito elenco allegato al conto del bilancio contenente i residui attivi eliminati per insussistenza o per intervenuta prescrizione (principio 2, n. 33),  

RILEVATO

 – Che con nota del 04.08/05/2012, prot. n. 10580, il Segretario Generale, dr. Giovanni Matasso, il responsabile dell’Area Amministrativa Finanziaria, Dr. Antonino Colica ed il responsabile dell’Area Manutenzioni LL.PP., ing. Michele Gatto, riscontravano l’istanza del 30.04.2012, prot. 9956, con la quale si richiedeva il rilascio della indispensabile documentazione prodromica all’esame del conto di bilancio 2011, tenendo un ingiustificabile quanto grave comportamento omissivo, nell’affermare “…che l’attività di ricerca, selezione e fotocopiatura, di quanto richiesto, in atto aggraverebbe notevolmente il lavoro degli uffici interessati, a scapito di improrogabili esigente lavorative che, se rinviate, potrebbero determinare ritardi all’attività amministrativa.”, noncuranti che l’esame del bilancio consuntivo dell’Ente locale rappresenta, de plano, uno dei più importanti atti deliberativi del consiglio comunale, con conseguente responsabilità dei
soggetti chiamati a deliberare, vale a dire i consiglieri comunali. La riportata dichiarazione del Segretario Generale e dei menzionati Responsabili d’Area, assume contorni ancor più inquietanti in considerazione del fatto che la chiesta documentazione non dovrebbe richiedere alcuna attività di ricerca, essendo di supporto, quindi prontamente disponibile, al documento contabile in questione, approvato dalla Giunta Municipale, previa certificazione degli atti posti in essere, per quanto di competenza, dai Responsabili d’Area;

– Che nella riunione della 4^ Commissione Consiliare Permanente, che ha avuto luogo il 14 maggio u.s., il consigliere comunale del P.D.L., Daniela Trifilò, nel ribadire che gli scriventi si sono limitati a “richiedere documenti ed informazioni ai Funzionari, verifiche al Revisore dei Conti, senza offendere nessuno”, ha dichiarato, tra l’altro, quanto di seguito riportato:” Ci preme evidenziare che in data 05.05.2012 è stata notificata dal messo comunale al capo gruppo, consigliere Abate Rosario, la nota prot. 10304 del 04.05.2012, senza che venisse consegnata la  Relazione dei Revisori dei Conti, contrariamente a quanto ivi riportato.  Abbiamo anche fatto osservare al Presidente del Consiglio Comunale che il termine del
17.05.2012 non è compatibile con l’art. 227 del TUEL, in base al quale la proposta di deliberazione del conto consuntivo con tutti gli allegati deve essere messa a disposizione dei componenti dell’organo consiliare per un termine non inferiore a venti giorni, mentre nel caso di specie il deposito degli atti sembrerebbe essere avvenuto in data 04.05.2012, come da comunicazione prot. 10304 notificata in data 05.05.2012, mentre la relazione del Revisore dei Conti è stata consegnata in data 08.05.2012.

Ribadisco in questa sede la richiesta di rinvio del Consiglio Comunale, necessaria per consentire a tutti i consiglieri comunali di svolgere, in maniera adeguata, il ruolo di controllo assegnato dalla legge, quindi, non ci pronunceremo fin tanto che non viene consegnata la documentazione richiesta. Dal Revisore dei Conti ci attendiamo delle verifiche ben precise, sulle quali vogliamo risposte chiare e precise. In particolare:

  1. Desideriamo sapere se nel conto consuntivo 2011 sono stati riportati tutti i rapporti patrimoniali di dare ed avere, di debito e credito, con enti e società partecipate, ed in particolare con la Società ATOME1SPA in liquidazione;
  2. RESIDUI ATTIVI: visto l’atteggiamento poco collaborativo del Dott. Colica nel fornire i documenti richiesti, ci siamo rivolti al Revisore dei Conti per sapere l’esito delle sue verifiche riguardo alla esigibilità dei seguenti residui attivi: recuperi e proventi diversi (codice 3053625), diritti e canoni per raccolta e depurazione acque di rifiuto (codice 3013300), rimborso spese per conto di terzi (codice 6050000) e proventi contravvenzionali in materia di circolazione strada (codice 3013375). In pratica desideriamo sapere dal Revisore se sussistono le ragioni di mantenimento e in particolare se sono soddisfatte le condizioni poste dal legislatore per i residui attivi (art. 189 del T.U.). Il Dott. Cipriano ci deve dire in buona sostanza se nei residui attivi sono stati riportati crediti che presentano la caratteristica dell’esigibilità, quindi ci deve dire se è stato verificato il permanere delle ragioni del credito, il titolo giuridico, il
    soggetto debitore, la somma e la scadenza, ci deve dire che non siamo di fronte a residui attivi nei confronti di soggetti deceduti o falliti, o per i quali sia intervenuta la prescrizione, ci deve dire che non siamo di fronte a residui
    attivi controversi e di dubbia o difficile esazione;
  3. RESIDUI PASSIVI: abbiamo chiesto al Revisore dei conti di verificare: 1) l’esistenza ed importo delle richieste di pagamento presentate entro la data del 31.12.2011, sotto qualsiasi forma (fatture, note, solleciti, decreti ingiuntivi etc…) da Avvocati e professionisti vari, per le quali non risulta assunto dal Comune l’atto di impegno spesa e siano prive di copertura assicurativa; 2) l’esistenza ed importo di richieste di rimborso presentate entro la data del 31.12.2011 ai sensi dell’art. 24 della L.R. 30/2000 da dipendenti e pubblici Amministratori, per le quali non risulta assunto dal Comune l’atto di impegno spesa e siano prive di copertura assicurativa; 3) l’esistenza di decreti ingiuntivi presentati entro la data del 31.12.2011, per le quali non risulta assunto dal Comune l’atto di impegno spesa e siano privi di copertura assicurativa;
  4. ORDINANZE SINDACALI: abbiamo chiesto al Dott. Cipriano di verificare l’avvenuta regolarizzazione con copertura finanziaria delle seguenti ordinanze sindacali: 224 del 27.12.2011;  214 del 2.12.2011; 213 del 2.12.2011; 127 del 19.7.2011; 86 del 26.5.2011;  68 del 18.4.2011; 64 del 13.4.2011; 51 del 22.3.2011; 31 del 16.2.2011; 10 del 18.1.2011; 202 del 28.12.2010; 201 del 28.12.2010; 200 del 28.12.2010; 177 del 26.10.2010; 75 del 7.6.2010; 60 del 12.5.2010; 51  del 21.4.2010; 45 del 9.4.2010; 21 del 9.2.2010; 8 del 12.1.2010; 6 dell’11.1.2010; 5 dell’8.1.2010; 233 del 21.12.2009; 226 del 4.12.2009; 203 del 29.10.2009; 190 del 29.09.2009; 147 del 28.7.2009; 146 del 24.7.2009; 120 del 30.6.2009; 97 del 29.5.2009; 80 del 15.4.2009; 58 del 17.3.2009; 37 del 20.2.2009; 35 del 19.2.2009; 13 del 2.2.2009; 3 del 13.1.2009. A tale riguardo vorrei aggiungere in questa sede che sarebbe gradita dal Revisore dei Conti una verifica dei rapporti patrimoniali con le principali Società beneficiarie delle suddette ordinanze sindacali, quali ad esempio COSTRUZIONI BRUNO TEODORO SPA, TRIGEO S.R.L. ed altri.;
  5. TRANSAZIONI: con riferimento alle transazioni approvate nel 2011 dalla Giunta Municipale con le seguenti delibere: n. 13 del 21.1.2011, n. 33 del 4.2.2011, n. 89 dell’1.4.2011, n. 164 del 10.6.2011, n. 208 del 29.7.2011, n. 234 del 2.9.2011, n. 235 del 2.9.2011, n. 250 del 20.9.2011, n. 273 del 7.10.2011, abbiamo chiesto al Revisore dei Conti di verificare se l’importo di dette transazioni è superiore alla sorte capitale del credito vantato dal creditore nei confronti del Comune, per fatture o franchigie polizze assicurative, indicando anche eventuali maggiori oneri sostenuti dal Comune di Capo d’Orlando a titolo di spese legali per prestazioni professionali rese in favore del creditore e del debitore. 

Cari colleghi come vedete noi abbiamo chiesto documenti ed informazioni ai funzionari, verifiche al Revisore dei Conti, senza offendere nessuno. Noi vogliamo conoscere l’esatta situazione patrimoniale del Comune,
l’ammontare dei crediti e dei debiti, vogliamo sapere se i 18.592.744,44 euro al 31.12.2011 di residui attivi sono crediti certi, liquidi ed esigibili, vogliamo sapere se oltre ai residui passivi esposti nel conto consuntivo ci sono altri debiti, a conoscenza del Comune, ma per i quali non è stato assunto alcun atto di impegno. Chiedo che questo intervento venga messo a verbale affinché venga fatta chiarezza. Nell’interesse dei cittadini, desideriamo ribadire la richiesta di rinvio del consiglio comunale, desideriamo che il verbale della quarta commissione consiliare venga trasmesso al Revisore dei Conti, e facciamo presente sin da ora, scanso equivoci ed offese, che resta salvo ed impregiudicato il nostro diritto di ricorrere, come per legge, agli organi competenti per consentire il perfetto e puntuale espletamento del nostro mandato elettorale.”;

– Che, per quanto sopra,  gli scriventi, a tutt’oggi,  non sono nelle condizioni di potere espletare compiutamente il proprio mandato elettorale per l’insufficiente riscontro avuto alla richiesta di documenti formalizzata dal consigliere comunale  Rosario Abate, in conferenza dei capigruppo, reiterata in data 30 aprile u.s. e, da ultimo, sollecitata l’08.05.2012, nonché per il mancato riscontro delle note del 10 e 14 maggio 2012 da parte dell’unico revisore contabile, eletto dal Consiglio Comunale nella seduta del 09.03.2012, in palese violazione della L.R.48/91 come evidenziato e documentato dagli scriventi e riportato nella Delibera di C.C. n° 3/2012; 

SOLLECITANO

Le SS.LL., ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, al rilascio della documentazione richiesta con le richiamate note. Appare pleonastico evidenziare che la superiore richiesta riveste carattere d’urgenza in considerazione dell’imminente esame del conto consuntivo 2011 da parte dell’organo consiliare, la cui seduta è stata fissata per il prossimo 17 maggio.

Conclusivamente con la presente, inoltre, si reitera la richiesta di rinvio del punto all’o.d.g. relativo all’esame del bilancio consuntivo 2011, stante che non è stato osservato né il termine di 20 giorni prescritto
dall’art. 227 del D.Lvo. 267/2000, né quello di 10 giorni del regolamento di contabilità a cui si riporta il Presidente del Consiglio Comunale, in quanto la relazione dell’unico revisore dei conti è stata consegnata in data 08.05.2012 e il consiglio comunale è stato convocato per il 17/05/2012.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close