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UPEA, “UNA STAGIONE DA DIMENTICARE”… MA PERCHE’ ?


Finisce al primo turno di play off il campionato dell’Upea Orlandina Basket. Come lo stesso Enzo Sindoni ha affermato “non sarà certo un campionato da ricordare quello appena finito“. Come dargli torto. Sin dall’inizio di questa stagione le cose sono subito partite con il piede sbagliato. L’eclatante addio di Peppe Condello ha sicuramente scombussolato i piani della società che ha ingaggiato lo sceriffo Perdichizzi e, subito dopo, “micio” Cardinali. A seguire anche Albertinazzi ha lasciato l’Upea per tornare in Argentina e qui, probabilmente, il problema più grosso, e sino alla fine non risolto, per la società di Sindoni.

Un playmaker in effetti è sempre mancato dall’addio di Pablito. Adattati al ruolo diversi giocatori ma non con i risultati sperati. Qui la prima valutazione probabilmente sbagliata della società ma con un’attenuante. L’adattamento di Zampolli, Zanelli e Cardinali nel ruolo di playmaker portò in casa Upea cinque vittorie consecutive. Da qui forse la convinzione anche di Perdichizzi che si poteva continuare su questa linea ma il tempo ha manifestato tutti i difetti di tale scelta. Il successivo acquisto di Bonacini è servito in parte è cioè soltanto in casa. Il giovane ventenne fuori dalle mure amiche non ha mai influito positivamente. D’altronde è da inizio del mese di Febbraio che l’Upea non vince fuori casa. Una scelta rivelatasi decisamente sbagliata e che è costata carissima all’Upea.

Neanche l’acquisto di Bisconti ha cambiato le cose, anzi forse le ha peggiorate se guardiamo la classifica. Durante la regular season il lungo ex Barcellona è arrivato con l’Upea al secondo posto, come ha chiuso la stagione lo sappiamo già…

Gara tre contro Recanati è stato lo specchio di una stagione “da non ricordare”. Paradossale pensare, come si legge nel comunicato stampa della società diffuso questa mattina, “che Recanati ha avuto il fattore campo a favore chiudendo la regolar season con sei punti in meno dell’Upea“. Certo la formula del campionato non ha aiutato i paladini ma c’è da dire che valeva per tutti. Potrebbe risultare anche paradossale pensare, anche se non abbiamo certezze sull’argomento, quanto differenti siano stati i budget investiti per la costruzione delle due squadre.

I rimpianti per gara uno contro Recanati rimangono. Una vittoria gettata alle ortiche, costata carissima alla squadra di Perdichizzi che a fine gara tre, a caldo intervistato da Sport Italia, ha attaccato l’arbitro di gara uno. E pensare che Traini è stato richiesto con insistenza dall’Upea dopo l’addio di Albertinazzi. Si, lo stesso Traini artefice del passaggio del turno di Recanati, colui, classe 92, che nelle tre gare disputate contro i paladini ha davvero lasciato il segno. Purtroppo il giovane play maker è nato a Loreto, provincia di Ancona, vicinissimo a Recanati (soltanto 6 Km. di distanza) e i rapporti tra Pesaro, proprietaria del cartellino di Traini, e la formazione allenata da Piero Coen sono ottimi e quindi il giocatore è rimasto “a casa”. Questo si che è davvero un paradosso… Non osiamo immaginare dove sarebbe potuta arrivare l’Upea con Traini in regia (e con un Traini in meno per Recanati). Ma con i se ed i ma non si fa strada.

E adesso cosa succederà? Smaltita la delusione cosa vorrà fare la società paladina ? Analizzando le parole del presidente Sindoni “Daremo valore e continuità a quanto di positivo è emerso all’interno di un gruppo che ha lavorato sempre con serietà ed impegno” emerge la naturale intenzione di voler confermare quanto di buono visto e, quindi, davvero poco. Crow e Benevelli su tutti e poi ?

Non possiamo non parlare anche di coach Perdichizzi. Lo Sceriffo si è catapultato su una squadra non da lui costruita e sappiamo bene quanto è capace di vincere i campionati ad Agosto Giovanni. Qui le prime difficoltà che, in accordo con la società, ha creduto di poter risolvere con innesti di “nomi” importanti come Cardinali e Bisconti. Anche qui, a parte la continuità difensiva del “micio”, soltanto delusioni. La convinzione, errata, di poter continuare senza playmaker di ruolo e di peso in squadra sovrasta qualsiasi altra scelta fatta dal coach barcellonese ma come ben afferma Ciccio Venza “tutti non hanno dato il massimo quest’anno, nessuno escluso”. Quando si perde e si rimane delusi le responsabilità sono di tutti esclusi, oggi più che mai, i tifosi. Nessuna differenza dunque tra dirigenza, staff tecnico, giocatori. Saranno proprio loro ad essere più delusi di tutti, almeno per quanto riguarda la società ne siamo certi.

Vediamola così: bisogna prima cadere per potersi rialzare.

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