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PROTESTA SIMBOLICA DI NINO MONASTRA IN PIAZZA STAZIONE


Ha protestato ieri mattina nella piazza antistante la stazione di Capo d’Orlando il regista Nino Monastra per chiedere di ripristinare la vecchia intitolazione a Giuseppe Garibaldi.
Nei giorni scorsi Monastra aveva annunciato con un comunicato stampa
 che alle ore 11:00 del 25 aprile avrebbe sostituito la targa di Piazza IV luglio 1299, apposta dal sindaco Enzo Sindoni in seguito ad un plateale gesto di martellamento, ripristinando la vecchia intestazione.

(foto di Angelo Velardi)

Dopo il comizio dai gradini della scala di cui si è munito, rivolto ai numerosi curiosi adunatisi in piazza stazione, Monastra ha applicato sulla targa di Piazza IV luglio un adesivo raffigurante la vecchia intitolazione della piazza: “Si tratta di un gesto simbolico – ha detto Monastra -, ero e sono disposto a martellare la targa, ma non voglio abbassarmi alla stregua di un sindaco pregiudicato che fa cose illegali: me ne starò buono perché rispetto le istituzioni e la legge”.

Sulla vicenda esiste una sentenza del TAR di Catania che ripristina la vecchia toponomastica della Piazza, ma una serie di ricorsi avrebbero interrotto l’iter di modifica della targa.
Monastra ha inoltre strappato pubblicamente il documento di diffida del Commissario di Polizia Giuliano Bruno – il quale lo invitava a desistere dalla plateale rimozione della targa per evitare di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica a causa di “azioni contrarie da parte dei rappresentanti dell’amministrazione comunale di Capo d’Orlando” – perché il suddetto non era provvisto, a detta di Monastra, di regolare sigillo d’ottone.
La protesta del regista orlandino ha colpito anche il prefetto di Messina Francesco Alecci che, continua Monastra, non ha rigettato la delibera illegale del sindaco e non gli ha imposto di ripristinare la precedente intitolazione all’eroe dei due mondi. “Alecci è stato in carcere nel 2001, ha dunque qualcosa in comune con Sindoni, ed è persona ricattata e ricattabile.”

(foto di Angelo Velardi)

Chissà fin quando quell’adesivo rimarrà posizionato sopra la targa, ma intanto il gesto ha avuto notevole valenza simbolica, e si spera che la vicenda volga presto al termine.

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