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OPERAZIONE MUSTRA: ECCO I NOMI E LE FOTO


I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 8 persone, indagati, a diverso titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione,
violenza privata, lesioni e danneggiamento
. Gli indagati sono ritenuti responsabili di una serie di estorsioni e danneggiamenti commessi in danno di esercenti pubblici dal mese di agosto 2011 al mese di gennaio 2012.

L’attività è stata svolta in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, dott. Giovanni DE MARCO, su richiesta del Procuratore Capo della locale Direzione Distrettuale Antimafia, dott. Guido LO FORTE, del Sostituto Procuratore, dott. Giuseppe VERZERA e del dott. Francesco MASSARA, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

Gli arrestati, di cui 2 già detenuti, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Messina. Uno dei soggetti, localizzato in provincia di Modena e catturato dai militari della Compagnia di Sassuolo, è stato, invece, ristretto presso il carcere del capoluogo emiliano.

L’operazione è stata sviluppata con un dispositivo di oltre 70 militari della Compagnia di Barcellona, integrato da militari delle Compagnie di Milazzo e di Patti, con il supporto di unità del Nucleo Cinofili di Palermo. L’attività condotta dalla Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto trae origine, nella scorsa estate, dall’arresto di Salvatore CAMPISI, 27enne, che, all’esito di prolungati servizi di osservazione e di pedinamento, era stato bloccato dai Carabinieri poco dopo avere intascato 500 euro in contanti, appena riscossi, a titolo estorsivo, dal titolare di un bar di Terme Vigliatore (ME), che, non disposto a subire ulteriori pressioni psicologiche e minacce, aveva coraggiosamente deciso di collaborare con i militari dell’Arma.

Nel successivo mese di settembre, lo stesso Salvatore CAMPISI veniva raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare su denuncia di altri commercianti che a distanza di alcune settimane avevano deciso di seguire l’esempio del primo esercente, l’A.G aveva ravvisato le modalità tipicamente mafiose.

Nel corso della prolungata attività d’indagine, frutto dell’operoso ed intenso coordinamento tra la D.D.A., la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona P.G. ed i reparti dell’Arma, è emerso il ruolo crescente di un gruppo criminale organizzato, in via di progressivo radicamento, principalmente nel comprensorio di Terme Vigliatore, composto da nuove leve, che ha trovato più ampio spazio per il controllo del territorio, nell’ambito del quale ha acquisito sempre maggiore autorevolezza, approfittando della disarticolazione delle strutture criminali colpite con le operazioni Pozzo, Pozzo 2 e Gotha.

Alcuni episodi ed alcune dinamiche ricostruite nel corso delle indagini hanno, in tal senso, consentito di dimostrare proprio la significativa capacità di condizionamento sul territorio del sodalizio. L’organizzazione, al cui vertice è possibile collocare  Salvatore CAMPISI, figlio di Agostino CAMPISI, tratto in arresto nell’operazione VIVAIO e in atto sottoposto ad obbligo di dimora in altra regione, ritenuto uno dei soggetti più rappresentativi dell’organizzazione criminale dei Mazzarroti, e Salvatore FOTI, figlio di Carmelo Vito FOTI, arrestato nell’operazione POZZO 2, risulta esercitare,  prevalentemente, l’attività estorsiva.

I proventi di tale criminosa attività, finalizzati essenzialmente al sostegno delle famiglie dei detenuti ed al pagamento dei compensi ai legali venivano direttamente  conferiti alla   famiglia  barcellonese, con cui è  strettamente collegata, anche in ragione dei vincoli parentali. Di particolare utilità la conferma di alcuni risultati, a cui era approdata la stessa attività investigativa, da parte dei collaboratori di giustizia Carmelo BISOGNANO e Santo GULLO.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate somme di denaro e molta documentazione d’interesse. L’operazione appena conclusa, dimostra ancora una volta l’efficacia della collaborazione tra le vittime, sostenute dalla preziosa opera delle associazioni antiracket, e le istituzioni  impegnate nel contrasto al crimine organizzato e, in particolare, allo specifico, parassitario fenomeno estorsivo.

Le persone tratte in arresto sono:

  1. CAMPISI Salvatore, nato a Messina, cl. 1985, in atto detenuto, figlio di CAMPISI Agostino, quest’ultimo sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora in altra regione, emessa in relazione all’operazione c.d. “Vivaio”;
  2. CAMPISI Vincenzo, nato a Milazzo (ME), cl. 1982, imprenditore, fratello del predetto CAMPISI Salvatore;
  3. FOTI Salvatore, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), cl. 1987, figlio di FOTI Carmelo Vito, quest’ultimo detenuto presso un istituto penitenziario della penisola, poiché destinatario di provvedimento cautelare adottato in relazione all’operazione c.d. “Pozzo II”;
  4. MAIO Carmelo, inteso “Spillo”, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), cl. 1992, disoccupato;
  5. SIRACUSA Nunziato, nato a Terme Vigliatore (ME), cl. 1970, in atto detenuto poiché destinatario di provvedimenti restrittivi adottati in relazione alle operazioni c.d. “Vivaio” e “Mare Nostrum”;
  6. SBOTO Vincenzo, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), cl. 1982, meccanico;
  7. VACCARO NOTTE Antonio, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) cl. 1992, studente;
  8. PULIAFITO Stefano, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), cl. 1989, autotrasportatore, arrestato in provincia di Modena, dove si trovava per ragioni di lavoro.
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