DON CIOTTI

CAPO D’ORLANDO INCONTRA DON CIOTTI


Ieri pomeriggio, lunedi 16 aprile, presso il Salone “Cristo Re” di Capo d’Orlando, si è tenuto l’incontro con Don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale “Libera”. All’ iniziativa denominata ” Associazionismo e Legalità” e organizzata dall’Acio, dalla Parrocchia Maria SS di Porto Salvo e dal Gruppo di Lavoro “Non stare a guardare”, ha partecipato un numeroso pubblico che ha ascoltato con interesse gli interventi di Don Ciotti e dei relatori Rev. Nello Triscari , Arciprete della Parrocchia e Tano Grasso ex presidente dell’Acio.
A presentare Don Ciotti è stato Tano Grasso, fondatore, oltre vent’anni fa, della prima Associazione antiracket a Capo d’Orlando, il quale ha ribadito che l’esperienza dell’associazionismo contro le prevaricazioni mafiose vissuta a Capo d’Orlando è stata un importante esempio per molti commercianti non solo in Sicilia ma in tutta Italia, continuando ancora oggi a produrre risultati positivi nella lotta alla mafia. L’intervento di Don Ciotti è rivolto ad illustrare il ruolo delle associazioni da lui fondate, che stanno diffondendosi, non solo in Italia, ma anche all’estero. “Libera”, infatti, è presente in molti paesi d’Europa, dalla Norvegia alla Grecia, ed in maniera clandestina anche a Mosca.
Don Ciotti spiega come queste associazioni siano un modo per contrastare le realtà di mafia presenti nei diversi territori, ma, con amarezza fa rilevare che, a volte, i primi nemici della lotta alla mafia sono proprio le associazioni antimafia. Racconta, infatti che a Rosarno, i Capi Scout erano affiliati alla ‘ndrangheta e che spesso personaggi di spicco di associazioni antimafia sono collusi con essa.
Racconta di storie di cronaca vissute direttamente e ricorda tanti uomini uccisi dalla “Piovra”. Don Peppino Diana, ad esempio, che denunciò la presenza della camorra nella sua terra e venne ucciso una settimana dopo, perchè aveva invitato tutti i cittadini alla mobilitazione contro tutte le mafie. Parla anche dei beni confiscati ai mafiosi , della nascita delle cooperative su quei terreni, della fatica che si fa per rivalutarli, dei tentativi delle associazioni di ricavarne degli utili “puliti” e dell’arroganza di alcuni boss nel volerli riacquistare.
“E’ una lotta, una lotta continua, perchè riescono ad infiltrarsi ovunque. Ci vuole tanto coraggio, ed il coraggio viene dal cuore” afferma Don Ciotti. “ C’è bisogno d’impegno. E la strada dell’impegno è scandita da tre parole: responsabilità – individuale e collettiva -, continuità e condivisione”. “L’idea di legalità, è solo formale. Tutti sono per la legalità, a parole, ma questa resta scritta nei codici, non nel cuore”. “E’ importante istruire alla cultura della legalità. Solo in questo modo si possono cambiare le cose, ma è d’obbligo il sostegno di tutti. “
Don Ciotti, potrebbe continuare per ore a raccontare le sue storie, che non hanno nulla di inventato – purtroppo o per fortuna -, cita Berlinguer e Wojtyla, ricorda i giudici Falcone e Borsellino. “E’ la cultura che da la possibilità di cambiare. C’è bisogno di sapere, d’informarsi, ma se trovate qualcuno che ha capito tutto, salutatelo e cambiate strada.. c’è troppo sapere di seconda mano”.
Spunti di riflessioni ad ogni frase. Frasi che sembrano uscire facili e veloci dalla bocca di questo prete che tutto par esser meno che un prete. Frasi che portano il peso di tante sconfitte, ma hanno il sapore di tante vittorie, frasi che sperano di esser da monito per il cambiamento e che vorrebbero non restare meramente al vento.

 

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